Bologna – Le persone con disabilità sono al centro dell’azione, con un obiettivo condiviso: migliorare la qualità della loro vita e di quella delle famiglie. La strategia si fonda sulla collaborazione tra istituzioni e associazioni per individuare interventi efficaci, capaci di rispondere ai bisogni nei diversi ambiti, dalla salute ai servizi sociali, dalla mobilità all’inclusione scolastica e lavorativa. A coordinare questo percorso sarà un Tavolo regionale dedicato.

È questo il senso del Protocollo d’intesa firmato il 18 Febbraio 2026 in viale Aldo Moro tra la Regione Emilia-Romagna e le sezioni regionali di Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità).

Il documento, approvato dalla Giunta, è stato sottoscritto dal presidente della Regione, Michele de Pascale, dall’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti, dalla vicepresidente Fish Emilia-Romagna, Barbara Bentivogli, e dal presidente Fand Emilia-Romagna, Gabriele Cuzzocrea. L’accordo rinnova formalmente l’intesa avviata nel 2015, consolidando una collaborazione che dura da oltre dieci anni con le principali realtà rappresentative delle persone con disabilità. Un impegno che si inserisce nel quadro della riforma nazionale del 2024 e che, a livello regionale, coinvolge anche Inps, aziende sanitarie, Comuni e associazioni.

Alla base dell’intesa c’è la volontà di rafforzare la tutela dei diritti e l’accesso ai servizi, promuovendo una comunità sempre più inclusiva e solidale.

“Si tratta di uno strumento di collaborazione e confronto, ciascuno per le proprie competenze, con l’obiettivo di sviluppare politiche e interventi capaci di offrire un sostegno concreto alle persone con disabilità e alle loro famiglie – sottolineano de Pascale e Conti –. Rinnoviamo questa intesa con fiducia, rafforzando una cabina di regia unica in grado di garantire azioni coordinate e omogenee su tutto il territorio regionale. Parliamo di misure concrete: accesso al lavoro, integrazione scolastica, opportunità per il tempo libero e abbattimento delle barriere, sia fisiche sia legate alla comunicazione e all’informazione”.

Sulla stessa linea Fish e Fand: “Questo Protocollo rappresenta un passaggio strategico per consolidare un modello di governance partecipata e inclusiva – dichiarano Bentivogli e Cuzzocrea –. Le Federazioni sono un punto di riferimento per la rappresentanza delle persone con disabilità e delle loro famiglie e garantiscono un confronto continuo e qualificato con le istituzioni. L’intesa rafforza la coprogettazione e il ruolo del mondo associativo nella definizione, attuazione e monitoraggio delle politiche regionali”.

Il Tavolo regionale fungerà da cabina di regia unica e vedrà la partecipazione, oltre che del presidente e dell’assessora al Welfare, di tutti gli assessori competenti e dei rappresentanti delle due federazioni. Avrà il compito di approfondire e coordinare le politiche regionali che incidono sulla qualità della vita delle persone con disabilità – dalla casa alla scuola, dalla formazione al lavoro, dalla mobilità alla sanità e ai servizi sociali – anche attraverso gruppi tecnici interassessorili. Inoltre, darà attuazione alla legge regionale n. 17 del 2005 sull’inserimento lavorativo e promuoverà la condivisione dei dati, sostenendo anche la nascita di un osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Le Federazioni, dal canto loro, garantiranno il raccordo con il mondo associativo, diffondendo informazioni, decisioni e risultati del Tavolo di coordinamento.

Il quadro dei servizi
Nel 2024 oltre 22mila persone con disabilità grave e gravissima sono state assistite in Emilia-Romagna attraverso la rete socio-sanitaria: 8.400 con assistenza domiciliare, 12.400 nei centri diurni e residenziali e 1.500 tramite assegni di cura.

Più di un terzo del Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna) è destinato a questi servizi, per una spesa di 174 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono 37,8 milioni del Fondo nazionale, oltre 6 milioni per i progetti “Dopo di noi” e circa 600mila euro per il sostegno ai caregiver.

Il Fondo regionale è inoltre cresciuto, passando dai 482 milioni di euro del 2024 ai 564 milioni del 2025.

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